La viabilità romana
Le strade create dai romani hanno rappresentato una trasformazione infrastrutturale di portata politica ed economica enorme. Molte delle strade che ancora oggi percorriamo ricalcano antichi tracciati che facevano parte di una rete impressionante di collegamento in tutta Europa.
Si conoscono le più note strade consolari — Via Appia, via Aurelia, via Salaria, via Flaminia, via Cassia — realizzate in età repubblicana per collegare avamposti militari e per l'avanzamento dell'esercito nei territori di conquista. Le strade raggiungevano e univano nuovi territori e nuove colonie che nascevano con l'espansione di Roma. Con il passare dei secoli acquisirono un'importanza economica preponderante, facilitando i collegamenti e lo spostamento delle merci.
La rete viaria antica era costituita anche da una serie di strade secondarie che permettevano il collegamento tra piccoli centri o ville produttive. Dunque le grandi vie pubbliche o militari — simili alle nostre strade statali — erano integrate da strade minori, mantenute e gestite a livello locale, e da strade private, interpoderali, costruite e mantenute dai proprietari di possedimenti produttivi.
In età tardoantica, molte strade vennero abbandonate o dismesse, diventando cave di materiale da costruzione. L'efficacia dei collegamenti di età romana, dopo la caduta dell'impero, non era più un punto di forza ma di debolezza, poiché agevolava incursioni nemiche. Nel medioevo l'assetto territoriale cambiò notevolmente, mutando anche la rete viaria; nonostante ciò molte strade romane continuarono a determinare direttrici di collegamento importanti.
La stessa antica via Labicana — di cui le fonti parlano a partire dal 19 d.C. — iniziò a mutare il suo tragitto diventando, con il passare dei secoli, quella che oggi conosciamo come via Casilina. A testimoniarne l'antico tracciato restano: grandi basoli grigi rinvenuti in corrispondenza di scavi, informazioni derivanti da cartografia storica, studi topografici risalenti al '900, e la presenza di numerosi resti di antichi sepolcri conservati nel tessuto urbano. Questi ultimi, apparentemente in ordine sparso tra condomini e aree verdi, in età romana erano allineati ai lati dell'antica strada.