22. Villaggio Breda
Voci dal territorio
"Per un periodo, tanti anni fa ho lavorato alla fabbrica... ma non sapevo della sua storia"
"Gli abitanti sono molto disponibili e accoglienti. Uno ci ha dato i peperoncini che coltiva nell'orto"
Ci siamo soffermati sullo studio di alcune tracce archeologiche, oggi non più visibili, riportate dalle fonti a Grotte Celoni. Si tratta di tracce di una villa romana, appartenuta a un certo Fabio Cilone, da cui forse deriverebbe il toponimo Grotte Celoni, e forse da collocare nel grande spazio verde presente tra il piazzale degli autobus e le strutture del quartiere Villaggio Breda. Pare che qui fossero presenti anche dei sepolcri allineati lungo l'antica via Labicana, e molte iscrizioni antiche sono state rinvenute proprio in questa zona Un'area, dunque, ricca di storia, di cui però non è possibile riconoscerne oggi le tracce, ma che attraverso un filo che corre fino al '900 e ci fa scoprire un quartiere straordinariamente interessante sotto un nuovo sguardo.
Il Villaggio Breda è un quartiere costruito dall'istituto Fascista Autonomo Case Popolari (IFACP) in funzione dell'industria delle armi "Società Ita liana Ernesto Breda Per Costruzioni Meccaniche", proprio per alloggiare gli operai che lavoravano nella fabbrica e le loro famiglie. I primi lavori di costruzione cominciarono nel 1938. Il 27 Maggio dello stesso anno, il capo del Governo Benito Mussolini andò a visitare i reparti per dare inizio ai lavori di ampliamento e a posare la prima pietra del villaggio destinato al lavoratori; i primi lotti abitativi furono aperti nel 1941.
La pietra deposta da Mussolini è stata conservata gelosamente per molti anni in un cortile privato e poi successivamente ceduta alla popolazione e restaurata nel Maggio 2006. Oggi è posta a piazza Siderea di fronte alla chiesa Santa Maria Nostra Letizia. Sulla pietra vi era iscritto:
VITTORIO EMANUELE III RE ED IMPERATORE
BENITO MUSSOLINI DUCE
AI LAVORATORI DELL'INDUSTRIA BREDA
PER LA LIETA VITA FAMILIARE
QUESTA BORGATA DESTINA ED INIZIA IL XXVIII MAGGIO A. XVII L'ISTITUTO AUTONOMO FASCISTA PER LE CASE POPOLARI DI ROMA
Alcune parti del testo, esclusi I nomi del re e del Duce, furono cancellate per damnatio memoriae (vedi glossario).
il Villaggio Breda è stato costruito secondo i canoni dell'Architettura razionalista, ovvero con costruzioni di tipo semplice e funzionali Una stile che si è sviluppato in Europa all'inizio degli anni '20 e '30 del XX secolo, povero ma sobrio e lineare, studiato ancora oggi da molti architetti.
Abbiamo cercato informazioni e studi su Villaggio Breda e visionato un documentario. Non c'è ancora molto su questo frammento di storia urba na, ma sembra stiano nascendo nuovi studi, soprattutto grazie alle poche testimonianze dirette, raccolte negli ultimi anni, di anziani che ancora oggi vivono a Villaggio Breda e che lavoravano alla fabbrica di armi, o i loro figli, che sono rimasti a vivere li.
Com'era organizzata la vita nel villaggio
Le persone che abitavano li, avevano la mensa al lavoro di cui si occupava il Signor Mariano che gestiva anche una vendita di bibite nel villaggio. Il Villaggio era una desolazione, c'erano strade sterrate e campi e gli abitanti avevano l'orto nel giardinetto di casa. Non c'erano altri negozi, né mercati, andavano a prendere il pane a Torre Gaia da Marsili e il latte da Zanardi. C'erano molti bambini nel quartiere, dunque era stato organizzato un nido ma non era stata prevista la costruzione di una scuola, quindi destinarono degli appartamenti del quarto lotto per l'asilo e alcuni appartamenti del quinto lotto per la scuola elementare.
Il villaggio era raggiungibile tramite un tram con un solo binario della S.t.e.f.e.r. (Società delle Tramvie E Ferrovie Elettriche di Roma), il percorso del tram seguiva la Via Casilina tra il villaggio e la stazione Torrenova. Oggi il quartiere è fornito di più servizi, con un parco, bar, farmacia, tabacchi, posta ecc.... ed è raggiungibile con la metro Ce lo 053.