4. Acquedotto Alessandrino
Voci dal territorio
"Partendo dalla piazza con la chiesa di San Felice da Cantalice è bellissimo scendere per via dei Pioppi perché si vede l’acquedotto emergere dal terreno fino a diventare altissimo."
"Ti senti piccolissimo ritornando indietro nel tempo."
"Mi è piaciuto un sacco il negozio marocchino di generi alimentari… quanta roba buona."
L'acquedotto Alessandrino è stato costruito nel 226 d.C. dall'imperatore Alessandro Severo, per portare l'acqua alla città, precisamente ai bagni noti in città con il nome di “Terme di Nerone”.
La sorgente, da cui l’acquedotto captava l’acqua, era situata in località Pantano Borghese nei pressi dell'antica via Prenestina. Da qui l'acquedotto conduceva l’acqua nel centro della città attraverso un condotto in parte sotterraneo, in parte sorretto da strutture visibili in superficie, formate da archi. Dalla sorgente fino alla zona di torre Angela l'acquedotto segue un percorso sotterraneo, da qui diventa visibile in alcuni tratti e a Centocelle raggiunge un’impressionante altezza, sorretto dagli archi che attraversano la via Palmiro Togliatti. Dalla Marranella fino a Porta Maggiore il percorso torna sotterraneo. L'acquedotto arriva alle terme di Nerone dopo un percorso di 22 km, e sappiamo da fonti che fu restaurato tra il III e il IV sec. da Diocleziano, poi tra il V e il VI sec. e infine nel VIII sec. da Papa Adriano.